L'ultimo dei Mohicani

di Regia Michael Man

Interpreti Daniel Day-Lewis e Madeleine Stowe USA 1992
Liberamente tratto dall’omonimo romanzo di James Fenimore Cooper

A cura di Armando Ermini

1757. Durante la guerra fra Francia e Inghilterra per il controllo delle province americane, gli ultimi discendenti della tribù dei mohicani, l’anziano Chingachgook e suo figlio Uncas, insieme a Nathan/Hawheye, un bianco allevato dai pellerossa dopo lo sterminio della sua famiglia, salvano le figlie di un colonnello inglese dall’assalto di un gruppo di indiani Uroni al comando di Magua, e li conducono al forte comandato dal padre, nel frattempo posto sotto assedio dai francesi. La storia continua poi a dipanarsi, in parallelo alla guerra anglo/francese, intorno alla difesa delle ragazze da parte dei mohicani contro i tentativi di Magua, che odia loro padre per vicende del passato, di catturarle e ucciderle. Durante queste vicende nasce la storia d’amore fra Nathan e Cora, che fa da filo conduttore all’intero film, in mezzo a scorci di una natura selvaggia e incontaminata , accompagnato da una splendida colonna sonora.
Che mi ricordi, è uno dei primi film in cui, dopo tanti anni, viene rivalutata la figura dell’eroe maschile, guerriero e nobile, e già questo basterebbe a darne un giudizio positivo. Ma c’è anche altro ad attivare l’immaginario dello spettatore, forse non sempre ben consapevole, come dimostrano i commenti trovati su Internet da parte di molti giovani, uomini e donne.
In primo luogo il contrasto e la lotta fra maschile eroico, Nathan e i Mohicani, e l’altra sua faccia, quella predatrice e terrificante di Magua e gli Uroni. Una lotta che, con fini diversi, attinge tuttavia alla medesima energia fallica. Entrambi, maschile eroico e predatore, sono armati, agiscono fuori dalle regole codificate, ed entrambi uccidono. L’uno e l’altro vivono nel “politicamente scorretto”, fuori dai comportamenti codificati dal potere ma profondamente dentro la natura e l’istinto, rappresentandone i due lati contraddittori.
In secondo luogo il confronto fra due diverse tipologie femminili. Alice, la più piccola e spaventata, soccombe fino a preferire la morte di fronte al maschio predone. Cora, anch’essa in un primo tempo diffidente di fronte alla forza maschile, si innamora dell’eroe, e rappresenta un impasto tipicamente femminile di fragilità e di forza d’animo, di paura e di coraggio e determinazione.
Ma in Cora, la fanciulla che l’eroe maschile conquista, vi ho visto anche la rappresentazione di Anima, il lato emozionale e “femminile” del maschio. Egli, nel conquistarlo e proteggerlo anche a costo di morire, conquista e difende in realtà la sua completezza di maschio.
Tutte queste vicende personali/universali si svolgono poi in uno scenario storico che suggerisce altri contrasti.
Quello fra ragion di Stato e sostanza della giustizia, che induce il colonnello inglese a condannare a morte Nathan per l’aiuto che ha dato ad alcuni coloni, usciti di nascosto dal forte per tornare a difendere le loro case e le loro famiglie minacciate dagli Uroni.
Quello, altrettanto evidente, fra gli eserciti “istituzione”, espressione del potere, e i gruppi di guerrieri nomadi. La frattura fra le due concezioni opposte non viene meno neanche quando si stabilisce un’alleanza di fatto fra di essi. Anzi è proprio nella comunanza di fini che risalta maggiormente la differenza, che attraversa visivamente i corpi degli uni e degli altri. Mentre da una parte i corpi dei soldati sono fasciati dalle divise, e i loro movimenti dettati da regole e rituali precisi e codificati, come fossero ingranaggi di un grande meccanismo che per funzionare ha necessità di codici rigidi e visibili, dall’altra i corpi dei guerrieri nomadi sono quasi nudi, comunque liberi di muoversi ed agire in modo istintivo, senza regole che provengano loro dall’esterno.
Una vicenda d’avventura e amore, per concludere, che apre a spunti di riflessione più complessi, ed in cui non mancano, dal punto di vista cinematografico, sequenze bellissime, come la corsa disperata di Uncas su ripide placche rocciose nell’estremo tentativo di liberare Alice, nel quale il valoroso mohicano troverà la morte, oppure l’incrocio finale di sguardi fra Nathan ed il vecchio capo.

[12 maggio 2005]